Segue la catechesi di Fra Giulio: “…e a tutto trasmette la sua vita. (L’Eucaristia)“

”Che succede però? Ogni persona appena nata, é un bambino, non é un adulto: deve crescere, imparare, fare esperienza per raggiungere l’età adulta e avvicinarsi sempre più alla statura di Cristo, che é l’amore allo stesso tempo vergine e fecondo, come Maria. E anche questo vediamo, non é possibile alle sole forze umane: un vergine non può essere fecondo: solo a Dio ciò é possibile, anzi proprio la sua fecondità é la prova dell’azione di Dio. Tutto ciò é possibile attraverso un nutrimento che fa crescere l’uomo e la donna nuovi che siamo, non per merito, ma per la sola misericordia di Dio e per la mediazione dei fratelli nella fede (tra cui certo i nostri genitori) che ci hanno fatto il dono del battesimo: questo nutrimento é certamente l’eucaristia. Ma in che senso? Noi siamo già per il battesimo il Corpo di Cristo, ma lo siamo nel senso di una promessa, così come il seme é promessa di vita e di frutto dell’albero. E questa promessa realizzata é già presente nell’eucaristia, perché essa é un po’ di materia, alcune molecole di pane che per l’azione dello Spirito santo sono diventati il Corpo e il sangue di Cristo. Proprio perché é realizzata nel pane può favorire il compimento della promessa in chi lo riceve. Se questo é possibile per un pezzo di pane, quale meraviglia per delle persone viventi, create a immagine e chiamate alla piena somiglianza con Cristo? Mangiando questo pane veniamo sempre più edificati nel Corpo di Dio, affinché Dio sia tutto in tutti (1Cor 15,27-28). Fra Giulio FINE PARTE 7, (segue nel prossimo numero)

Fra Giulio 4^ parte

“Solo chi muore nell’amore e per amore e risorge per la potenza dell’amore di Dio, che non sopporta la morte, può guardare il mondo alla luce della risurrezione …”

“Effettivamente amare significa morire: é così.
Però l’amore vero, quello che viene da Dio, é sempre esperienza di risurrezione: per questo i martiri muoiono perdonando i loro carnefici, trasformando la crudeltà in esperienza del paradiso, perché sperimentano già la risurrezione … pensiamo a Massimiliano Kolbe ad Auschwitz.
Ora per questa morte noi siamo già passati in maniera definitiva il giorno del battesimo. É stata la morte di quell’uomo vecchio che sa solo produrre pupazzi di neve, un mondo fantastico, ma effimero, in cui però niente é vero (pensiamo al peccato: che cos’é se non la promessa e il tentativo di costruire un mondo perfetto, piacevole, a nostra misura, come ci piace, che però ogni volta si dilegua come neve al sole… basti pensare alle nostre critiche fraterne… danno una promessa di felicità nel poter parlar male degli altri… e poi ci rivelano con tanta violenza che sono tutte bugie, tutto fumo, perché non é servito a niente per tentare i risolvere i problemi della realtà; é stata solo una fuga nel mondo del piacere che non ha fatto altro che aggravare la situazione, perché mi rende sempre più ostile e lontano dall’altra persona….). ”
Fra Giulio

L’angolo di fra Giulio (3^ parte)

“Non esiste nessuna verità, neanche personale, se non dal punto di vista del Risorto.”

“Facciamo un esempio: noi spesso diciamo: “io sono così, Tizio é così, ecc…”. certo c’é un’osservazione pratica e spontanea, quotidiana, però essa é vera, risponde a verità solo se l’altra persona é vista con gli occhi di chi ha visto/incontrato prima il Risorto. Perché? Perché sennò tu guarderai con tanta esattezza quel corpo, quel carattere, quella mentalità, quella psiche che é destinata a morire e a sciogliersi nella tomba e non hai capito quasi niente di ciò che dura per sempre di quella medesima persona. É come se tu sapessi tutto su come si fanno i pupazzi di neve: sai tutto, la qualità della neve, il tipo di freddo che ci vuole, gli strumenti da usare per realizzarli, ma sai solo questo e questa tua sapienza, nella vita di ogni giorno non serve a niente, ma proprio a niente! Se invece questa tua sapienza dei pupazzi di neve é unita alla sapienza della vita ordinaria (quando fa freddo e quando fa caldo, quando c´é pioggia e quando c´é il sole), allora anche il tuo saper fare i pupazzi di neve avrà conseguenze nella vita di ogni giorno, perché magari saprai fare i castelli di sabbia, saprai lavorare il legno per fare statue, ecc. ciò che voglio dire é che o il mondo, il mio/nostro mondo, già quaggiù é visto con lo sguardo di Cristo, dell’angelo, dei santi che guardano il mondo con la tomba vuota alle spalle, o il nostro mondo, quello che facciamo, quello che pensiamo, quello che sogniamo, quello per cui ci spacchiamo la schiena… non ha valore per la vita eterna, perché é sganciato dalla vita e tutto si scioglierà come neve al sole. E tanto più bello era, tanto maggiore sarà il rimpianto, proprio come il pupazzo di neve…!”
“Ora, guardare il mondo con gli occhi del risorto significa avere quella sapienza che viene da Dio, quella sapienza che sa discernere ciò che passa da ciò che resta, ciò che conta da ciò che é passeggero, questa sapienza – é chiaro – é l’amore, perché solo l’amore rimane, il resto passa inesorabilmente e più e bello e più grande – come direbbe Dante – maggiore é il rumore che fa quando cade. Questa sapienza viene da Dio, che é l’amore appunto, non posso darmela da solo, non posso impegnarmi per costruirla, per elaborarla: non si impara sui libri e, se per noi la Bibbia é semplicemente un libro, non si impara neanche lì. Neanche i maestri possono insegnartela, benché tu la possa vedere realizzata nei santi, perché é necessaria una condizione: per avere questa sapienza é necessario morire. Solo i morti tornati alla vita guardano il mondo alla luce dell’eternità. E infatti la Chiesa venera santi bambini, santi anziani… l’età c’entra relativamente: ciò che importa é se sei/se siamo morti tornati alla vita (come dice s. Paolo: cf. Col 2,12; Rm 6,11). Certo, morire é una cosa di tutti, ma far tornare alla vita é solo un dono di Dio, che é la vita. perciò questa sapienza d’amore, che é la scienza delle cose che restano, viene solo da Dio, l’uomo da solo, neanche se digiuna tutti i giorni e fa le capriole a rovescio, non può restituirsi la vita, se l’ha perduta. Solo chi muore nell’amore e per amore e risorge per la potenza dell’amore di Dio, che non sopporta la morte, può guardare il mondo alla luce della risurrezione.” Fra Giulio (FINE PARTE 3, segue nel prossimo numero)

.. di novembre 2011

L’angolo di Fra Giulio

“Questi nostri incontri saranno come il dolce alla fine del pasto… non è essenziale, ma- se è buono – aiuta a continuare e a approfondire la festa. Non dirò cose nuove, perché non si tratta di stimolare la curiosità personale, ma di soffiare sulle braci (d’amore) della nostra vita battesimale, alla “scuola” di Francesco e Chiara e dei nostri santi, perché ciò che scalda sul serio non è il fuoco di paglia ma il calore costante e prolungato fornito da braci tenute ben vive, che sono in grado di bruciare anche la legna verde! In questo spazio proveremo a parlare dell’eucaristia. Si tratta di ricordare (cioè di riportare al cuore) ciò che sappiamo e che viviamo, perché scendendo in profondità porti più frutto nella nostra vita quotidiana. Lo faremo alla luce della risurrezione di Cristo, perché Cristo è la luce, non ce n’è un’ altra. Al di fuori della luce uscita dalla tomba il mattino di Pasqua, tutto è tenebra, tutto è in preda alla morte, alla dimenticanza, al nulla. Non esiste nessuna verità, neanche personale, se non dal punto di vista del Risorto.” Fra Giulio

(FINE PARTE 1, segue nel prossimo numero)

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.. di ottobre 2011

Il ruolo visto da noi … In almeno un paio di occasioni mi è capitato di parlare con alcuni di noi riguardo al ruolo dell’ Assistente. In alcuni c’è l’aspettativa di trovare in esso anche la figura della “guida spirituale” o forse almeno un piccolo sostegno, magari solo in alcuni momenti particolari della nostra vita. Non credo sia un’aspettativa fuori luogo ma nella realtà delle fraternità credo sia difficilmente applicabile o quantomeno raro. Se inoltre interpreto bene quello che dice la Regola, e precisamente al Titolo V delle CC.GG. danno all’ Assistente spirituale OFS due precisi incarichi, su due distinti livelli.
Il primo non ci riguarda direttamente (l’altius moderamen) perchè esercitato dai Superiori Generali e che ha lo scopo di garantire la fedeltà dell’OFS al carisma francescano, alla Famiglia Francescana e alla Chiesa.
Il secondo, relativo proprio all’ Assistente Spirituale delle singole fraternità ha come scopo quello di:
1- comunicare la spiritualità francescana anche con la sua personale testimonianza (89,3)
2- cooperare alla formazione iniziale e a quella permanente dei fratelli (90,1)
3- cooperare con il consiglio di fraternità nel quale ha diritto di voto, ad esclusione delle decisioni
di carattere economico (90,2)
Questo è quello che ci leggo io, vi invito a leggere la Regola, precisamente le COSTITUZIONI GENERALI, Capitolo terzo, Titolo V e magari riparlarne insieme, perchè no, in questo spazio aperto a tutti oltre che al nostro Assistente ?. Pace e Bene!
stefano

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.. di luglio 2011
… alla fine, siamo arrivati allo Statuto, e più precisamente: “STATUTO PER L’ASSISTENZA SPIRITUALE E PASTORALE ALL’ORDINE FRANCESCANO SECOLARE”. E’ un documento recente, ma viene da lontano. Se pensiamo che la Regola è stata approvata in maniera definitiva da Paolo VI nel ‘78 e che le Costituzioni generali in maniera definitiva nel 2000, ci sono voluti altri 9 anni per completare la versione definitiva. Immagino che le problematiche legate all’adesione all’ O.F.S. unificato abbiano avuto un ruolo nella vicenda ma ad ogni modo, noi siamo fortunati perchè questo documento è decisamente recente e risponde sicuramente alle esigenze dei “nostri” tempi. Rivediamo e impariamo le tappe dello Statuto dall’approvazione della Regola:
1978 - Paolo VI approva e promulga la nuova Regola
1992 - Prima versione dello Statuto per l’Assistenza OFS
2000 - Approvazione delle Costituzioni Generali dell’OFS
2002 - Nuova versione dello Statuto
2009 - Versione rivista e approvazione definitiva da parte della Conferenza di Ministri generali (1Ord e TOR)
Personalmente credo non abbia senso approfondire in queste pagine lo Statuto anche perchè è rivolto agli Assistenti e non a noi. Credo però sia importante sottolineare alcune cose che mi saltano agli occhi ma lo spazio è finito . . . ne riparliamo a Settembre. A questo punto, suggerirei a chi è interessato di leggere lo statuto che è facilmente reperibile nel www.
Pace e Bene,
Stefano
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l’angolo dell’assistente di maggio

La piccola provocazione di contrapporre quella che era la mia personale percezione dell’ Assistente OFS con la spiegazione del termine, vocabolario alla mano, non sembra aver stimolato molte riflessioni. Mi baso sulle reazioni che ho registrato (nessuna). Se sbaglio meglio così, per ora, provo a continuare io:
La ri-scoperta del significato letterale di “assistente”, mi ha sorpreso un po’. Provo a dare un’immagine di quello che ho percepito, quello che mi si è materializzato davanti agli occhi riflettendo su tutto questo. Nel mio immaginario ho visto trasformarsi la figura di cavaliere (che gli attribivo) con spada, scudo e corazza, a quella di uno scudiero che affianca il cavallo del cavaliere, e non me ne vogliano i nostri frati assistenti, presenti, passati e futuri . E la realtà credo sia proprio così. Certo, farei prima ad andare a prendere lo Statuto dell’ Assistente OFS che credo già di avere, ma almeno in queste cose spirituali, mi piace arrivare piano piano alla risposta. Insomma, forse l’attore principale di questa realtà dell’ OFS è proprio il francescano secolare, che con l’ accompagnamento dell’ Assistente deve riuscire a combattere le battaglie spirituali insieme a quelle quotidiane. Non possiamo aspettare che l’ Assistente combatta per noi, lui ci è d’aiuto, ma le armi, sono in mano a noi. Certo, diremo tutti: “lo sapevamo già!” … è vero ! Ma il nostro atteggiamento è coerente con quello che a volte pretendiamo dai frati? Ma ancora, siamo capaci (o vogliamo) essere noi i … cavalieri ? Ora andrò a cercare lo Statuto dell’ Assistente OFS anche se “la Regola”, ai Capitoli 84 ~ 91, ne parla già.
Pace e Bene a tutti !
Stefano
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l’angolo dell’assistente di aprile

Riprendiamo il discorso iniziato con il numero 9 di VLR (Feb. 2011) quando c’ eravamo fermati alla definizione di assistente. Vediamo cosa dice il dizionario, non riporto quale per non essere accusato di pubblicità occulta …
Assistente / Definizione / part. pres. di assistere e agg. nei sign. del verbo - s. m. e f.
1 titolo e qualifica di chi aiuta il titolare o il responsabile di una attività: assistente ai lavori, alla regia | assistente (universitario), [...]|assistente (ospedaliero), il terzo livello del personale medico, subordinato al primario e all’aiuto | assistente sociale [...], | assistente sanitario, persona diplomata in medicina sociale che collabora con l’assistente sociale sotto il controllo di un medico | assistente di volo, (aer.) denominazione ufficiale italiana di steward e hostess |assistente al soglio pontificio, laico o ecclesiastico che per diritto occupa un posto particolare accanto al papa durante le funzioni
2 nella polizia di stato, il grado immediatamente superiore a quello di guardia, corrispondente all’ex grado di appuntato; chi ha tale qualifica | assistente di polizia femminile, donna arruolata nella polizia di stato con qualifica equivalente a quella maschile di ispettore; la qualifica stessa.

Scartando il secondo significato (spero …) se leggiamo con attenzione il primo, troveremo sicu-ramente degli spunti di riflessione. Facendo un parallelo tra il significato della parola (che non e’ causale immagino) e quello che rappresenta nello specifico della nostra realtà di “ ” nella Cattolica in relazione al Ordine. Ci fermiamo qui sempre per motivi di spazio ma riprenderemo magari partendo da qui alla prossima occasione.
stefano, per la fraternità (segue)

l’angolo dell’assistente di marzo

Quando il 10 Marzo dell’anno 2004, sono entrato per la prima volta nella “nostra sala”, ovvero nella fraternità Frate Jacopa, ho trovato … un Re (diranno i nostri piccoli lettori ..) e invece no, e neanche un pezzo di legno … in realtà ho trovato un “assistente” e intorno a lui la fraternità. E così, allora come adesso, tranne qualche sporadico pensiero, non mi sono mai chiesto piu’ di tanto che ruolo e che compito avesse l’ “assistente” … e anno dopo anno, mi sono abituato a considerarlo per quello che faceva, ognuno con le sue caratteristiche personali. Ora, dopo qualche tempo, e penso grazie agli scritti di Marilena su queste pagine, mi sono risvegliato (diciamo cosi’ …) e mi sono chiesto: ma quale è il ruolo dell’ “assistente” oltre a tutto quello che “istintivamente” gli addossiamo noi sorelle/fratelli dell’OFS?
Marilena che con delle piccole pennellate ci ha presentato tutti gli assistenti che hanno affiancato la fraternità fino ad oggi ha smosso qualche pensiero, almeno in me.
Insieme a voi vorrei quindi iniziare questa “riscoperta”, quando ci sarà occasione, di confrontarci anche su questo tema.
Dato che sono un tipo un po’ metodico, come prima cosa vorrei iniziare dal dizionario …
E allora … alla prossima occasione!
Stefano, per la fraternità


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