FRATERNITA'
FRATE JACOPA
Attraverso la composizione di preghiere che rappresentano la sintesi di quanto vissuto insieme nell'anno trascorso la fraternità ringrazia il Signore per i doni ricevuti.
Raccogliamo qui le preghiere delle fraternità per gli anni

SIGNORE
quante volte non
credo che attraverso il Battesimo io abbia avuto in dono una grazia, un
carisma che mi specifica nella chiesa con il ruolo di sacerdote, re e
profeta.
Quante volte non
credo che essere SACERDOTE per me vuol dire offrirti la mia vita, le mie
azioni, le battaglie, le gioie, tutto quello che si compie nella giornata
Quante volte non
credo che essere RE per me vuol dire avere un primato, essere “figlio tuo”
Quante volte non
credo che essere PROFETA per me vuol dire esprimere il tuo pensare, la tua
Parola attraverso la mia testimonianza, attraverso il buon esempio.
Eppure Signore tu
hai avuto e hai sempre fiducia in me, infatti mi hai chiamato a confermare
questi ruoli attraverso la mia professione, quando ho promesso di far
mio lo spirito di Francesco.
Aiutami a credere
sempre più che seguire Francesco e Chiara non è utopia
Riempimi Signore del
tuo spirito di amore
Aiutami a donarmi al
fratello , ad essere portatore di pace, partecipare cioè con la ferma volontà
di spegnere le liti in famiglia, sul lavoro, in fraternità
Rendimi sempre più
testimone del tuo Vangelo come Maria nostra madre.

SIGNORE,
oggi, uniti in preghiera, ci rivolgiamo a te con una preghiera
personale, portiamo davanti a te i nostri problemi e i nostri dubbi, le nostre
richieste e il nostro ringraziamento, con parole nostre e anche con il nostro
silenzio, perché Signore è così che avviene il mio incontro con te.
Io cammino in un tunnel verso la Luce, è il mio cammino nello Spirito.
O Spirito Santo sei il “Grande sconosciuto”, ma nel mio quotidiano sei diventato il “Consolatore”, ed io divento tempio della tua Parola.
Io tendo l’orecchio alla tua chiamata, mi metto in ascolto.
Conosco l’insufficienza delle mie forze, ma tu sei paziente e non ti
stanchi di parlarmi: nell’eucaristia mi dai serenità, nell’omelia che
raggiunge il cuore mi fai scegliere la via della pace.
Non smetto di cercarti, Signore, anche nei momenti di aridità del cuore
, forse non è ancora il mio tempo. Ma la mia preghiera è incessante , non
voglio che l’intelligenza della mente limiti l’intelligenza del cuore.
O Spirito Santo , tu alimenti il mio cuore, un cuore aperto che non teme
le emozioni, che impara a distaccarsi dalle cose e dagli affetti, che si
prepara a morire a se stesso.
Quante volte Signore sei stato al mio fianco e non ti ho riconosciuto,
la mia mente voleva controllare gli eventi: più un TIMORE per te che
l’AMORE.
MA il cuore cambia e tu Signore sei il punto fondamentale, il CENTRO
della mia esistenza.
Quale è, Signore,
la tua volontà? Ogni giorno le situazioni cambiano, il vivere quotidiano mi
pone davanti agli occhi tanti problemi, ma se io li affronto con il tuo
sguardo e con l’aiuto dei fratelli, ho fiducia che le soluzioni verranno.
Signore, sono sempre in cammino alla ricerca di una autentica intimità
con te.
E quando vengo ad incontrare i fratelli, non voglio farlo per perdere
tempo, ma per cogliere l’essenza dell’altro, perché lui è un dono che TU
mi fai.
Quanti limiti, O
Signore , vedo in me e nella mia vita, spesso riesco a superarli, ma quante
volte mi sento schiacciato dal DUBBIO: sono io che confido in TE o mi voglio
accomodare le cose?
O Signore, è possibile che ci parli nella sofferenza?
Eppure la sofferenza in sè, io la fuggo, ma lì ti ho incontrato; la
tua volontà non è una legge imposta, ho letto le tue parole nella profondità
del mio cuore e sei entrato a far parte della mia semplice esistenza.
Il tuo sguardo amoroso, o Signore , è su di me , sei la mia certezza ,
non mi abbandoni, fai di me una voce di pazienza , di speranza là dove io mi
trovo : nella coppia , nella famiglia, nel lavoro, anche accanto alla morte
dei miei cari.
SEMPLICI, o Signore, sono le strade che percorriamo verso di te, ma MAI
SEMPLICISTICHE, nei fratelli che si confrontano vedo la testimonianza
dell’incontro con te e questo colma il mio cuore di una profonda serenità
interiore , e così MI AVVOLGE LA TUA TENEREZZA.

VOCAZIONE
Vogliamo condividere,
in spirito di fraternità, l’esperienza fatta questo anno: seguendo
il testo di formazione abbiamo, infatti, cercato di recuperare il senso della
vocazione e le sfumature che comporta,
interrogandoci in prima persona .
Abbiamo sperimentato la ricchezza
che c’è nel creare una “stanza interiore”, per dialogare con il Padre e
uno spazio fraterno di condivisione. E siccome abbiamo cercato di parlare con
un cuore aperto, il frutto delle nostre riflessioni ed esperienze personali si
è trasformato in una preghiera, forse non proprio “canonica”, ma di
sicuro sincera , dove ogni fratello/sorella può riconoscere il proprio
contributo:
“Signore cosa vuoi che
IO FACCIA?
Sulle orme di Francesco, anche io
“torno ad Assisi”, ma che
vuol dire questo per me?
Signore “tornare ad Assisi” è tornare alla mia quotidianità vuol dire tornare a se stessi e cambiare la propria vita.
Quante
volte, Signore, ho pensato di aver cambiato la mia vita, ma in quello scettro
che Francesco ha in mano, ho visto lo scettro della mia scelta fatta con
l’intelletto, ma non ancora con il cuore.
Assisi non è solo il luogo dove
mi sento a casa , dove perdendomi nei vicoli io ritrovo le mie forze, Assisi
è il mio cuore, sono innamorata di te, Signore, e voglio stare sempre con te.
Apparentemente nulla cambia, ma
sono gli altri che si accorgono del mio cambiamento, le paure diminuiscono e
faccio più spazio alla presenza del Signore.
Ho imparato a fermarmi a non
cercare continuamente con affanno risposte e sono consapevole che nella
risposta c’è un impegno personale.
La strada per arrivare a te,
Signore, non è fatta di eroismo e di virtù, più spesso mi incontri nelle
mie debolezze e nei miei limiti, non sono io che ti conquisto, ma io che mi
lascio conquistare dal tuo amore, dalla tua dolcezza.
Imparando a scoprire ogni giorno
il sacramento della “fraternità” comprendo che la domanda del mio oggi è
:
Signore cosa vuoi che IO SIA ?”.

I SENSI
Per ricordarci che noi non siamo
una semplice associazione o una azienda, ogni cosa anche la semplice
organizzazione ha un sicuro aspetto spirituale.
Per questo davanti al Signore
leggiamo una preghiera che ci riguarda tutti, perché tutti siamo membra del
corpo di Cristo, riconoscerete le frasi, perché sintesi del cammino formativo
e di quanto abbiamo riflettuto in questo tempo: Vangelo, salmi, noi…
SIGNORE ,
da te ho imparato che prima di
“tutto” viene l’amore, il TUO amore; come posso aprire il mio cuore a
te, perché tu possa risanare ogni mia ferita, perché tu possa guidarmi e
incoraggiarmi facendo della mia vita un cammino d’AMORE verso di te ??!!
Ecco , Padre, non dirò più
“non valgo niente” , perché io sono prezioso ai tuoi occhi.
Ecco , Padre, ti apro il
mio cuore e scopro che sei
nel fratello che mi sta accanto, per questo voglio farti dono di me.
*Per noi nella preghiera e
liturgia
Dio si è manifestato in forma
visibile e si è lasciato finalmente contemplare dagli uomini , la nostra
vocazione profonda è vedere il mondo, in modo tale da scorgervi Dio stesso
nel suo grande mistero.
Nell’esperienza del vedere ci si
rivela il mistero di Dio, dell’uomo, del creato.
Tutto dipende da come guardiamo.
Se guardiamo il mondo con uno sguardo che tutto giudica, tutto soppesa non
vedremo che singoli oggetti, ma se sapremo essere tutt’occhi diventeremo una cosa sola con l’oggetto guardato .. e nel
visibile vedremo l’invisibile:
Eccomi Padre sono Diana, sono
Emilia, sono Diana , sono Luisa, sono Pina, sono Vincenzina, nella
PREGHIERA,
nel raccoglimento davanti a te , contempleremo il mistero del tuo Amore.
Nel visibile vedremo
l’invisibile è questo il miracolo dell’eucaristia : nell’ostia si fa
visibile Gesù che per noi affrontò la morte di croce, nel calice si fa
visibile l’amore che fluì dal suo cuore trapassato:
Eccomi Padre, sono Carla, sono
Doreen, sono Emilio, sono Franco, sono Marina, sono Stefano, sono Tittina ,
nella LITURGIA, contempleremo la realtà
di Cristo , luce del mondo.
* Per noi nella carità e raccolta
fondi
I discepoli hanno toccato,
accarezzato Gesù, ciò che tocco con le mani mobilita le mie emozioni. Con il
con-tatto, il cuore dell’altro mi tocca, mi com-muove
il suo amore, che fluisce verso di me e da me torna alla persona amata.
Non afferro le cose, non le tengo strette, non le strumentalizzo: le mie mani
si tendono per toccare l’intangibile, dalle mie mani fluisce qualcosa che
giunge fino a Dio.
Eccomi Padre sono Diana, sono
Maria Felice, sono Diana, sono Orlando,sono Pina, sono Severina sono Stefano,
sono Tilde nella CARITA’ le mie mani si
tenderanno per toccare, nell’altro, te.
Con la preghiera e la benedizione
sentiamo su di noi la presenza protettiva e confortante di Dio. Dio è come
uno spazio protetto in cui possiamo essere totalmente noi stessi.
Eccomi Padre sono Angela, sono
Annamaria, sono Fiorella, sono Iolanda, sono Maria Felice, sono Marilena, sono
Tilde attraverso le nostre mani, nella
raccolta fondi, la tua potenza salvifica si effonderà su di noi e da noi si effonderà
sugli altri.
*Per noi nella formazione
L’ascolto è il fulcro della
fede:ascolto ciò che Dio dice e lo faccio.
Nell’ascolto della Parola di Dio
partecipiamo ai sentimenti di Dio, ci lasciamo commuovere da Lui: le cose
parlano, il mondo è pieno di suoni, scricchiolii, mormorii, strepiti,
rimbombi e ronzii: l’orecchio
porta il mondo nell’uomo: grida di gioia e grida di dolore.
Molti dialoghi falliscono perché
ci rifiutiamo di ascoltare, vogliamo far trionfare soltanto il nostro punto di
vista e non sentiamo il nuovo che ci potrebbe essere nelle parole
dell’altro.
Solo ascoltando il mondo,
percepiremo l’armonia del creato e sentiremo lo stato d’animo del
fratello.
Eccomi, Padre, sono Annamaria,
sono Carla, sono Loredana, sono Pina nella
FORMAZIONE
ascolteremo la tua commozione.
* Per noi nell’accoglienza
La
Bibbia parla del profumo di Gesù, noi
parliamo del profumo del Natale, di alcune persone diciamo che sono in
odore di santità, di un dialogo brutto diciamo che ci lascia l’amaro in
bocca di uno bello che è stato di mio gusto.
Nell’eucaristia mangiamo il corpo di Cristo e il Cantico dei
Cantici dice “Più dolce del vino è il tuo amore”.
Eccomi Padre sono Fiorella, sono
Iolanda, sono Marcella, sono Marilena, sono Orlando, sono Rosella, nell’Accoglienza,
gusteremo la vita, assaporeremo la tua tenerezza e la tua dolcezza.
*Per noi nella comunicazione.
Nella gioia e nell’amore lì
c’è Dio.
La voce di Dio mi raggiunge
soprattutto in parole, le parole del mio cuore e del cuore degli altri.
Anche nella musica Dio si rende
percepibile, dice S.Agostino: cantare è prerogativa dell’amante .
Con la parola e col canto eleviamo
il nostro cuore a Dio per aprirci e lasciare che egli tocchi i nostri cuori .
Eccomi Padre sono Franco, sono
Luciana, sono Stefano, sono Vincenzo, nella
COMUNICAZIONE
accorderemo le nostre voci nell’armonia del creato e percepiremo te.