FRATERNITA'  FRATE  JACOPA

 

LE NOSTRE PREGHIERE

 

Attraverso la composizione di preghiere che rappresentano la sintesi di quanto vissuto insieme nell'anno trascorso la fraternità ringrazia il Signore per i doni ricevuti.

Raccogliamo qui le preghiere delle fraternità per gli anni

2004

2005

2006

2007

 

 

Preghiera del 2004

SIGNORE 

quante volte non credo che attraverso il Battesimo io abbia avuto in dono una grazia, un carisma che mi specifica nella chiesa con il ruolo di sacerdote, re e profeta. 

Quante volte non credo che essere SACERDOTE per me vuol dire offrirti la mia vita, le mie azioni, le battaglie, le gioie, tutto quello che si compie nella giornata 

Quante volte non credo che essere RE per me vuol dire avere un primato, essere “figlio tuo” 

Quante volte non credo che essere PROFETA per me vuol dire esprimere il tuo pensare, la tua Parola attraverso la mia testimonianza, attraverso il buon esempio. 

Eppure Signore tu hai avuto e hai sempre fiducia in me, infatti mi hai chiamato a confermare questi ruoli attraverso la mia professione, quando ho promesso di far mio lo spirito di Francesco. 

Aiutami a credere sempre più che seguire Francesco e Chiara non è utopia 

Riempimi Signore del tuo spirito di amore 

Aiutami a donarmi al fratello , ad essere portatore di pace, partecipare cioè con la ferma volontà di spegnere le liti in famiglia, sul lavoro, in fraternità 

Rendimi sempre più testimone del tuo Vangelo come Maria nostra madre.

 

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Preghiera del 2005

SIGNORE, 

oggi, uniti in preghiera, ci rivolgiamo a te con una preghiera personale, portiamo davanti a te i nostri problemi e i nostri dubbi, le nostre richieste e il nostro ringraziamento, con parole nostre e anche con il nostro silenzio, perché Signore è così che avviene il mio incontro con te. 

Io cammino in un tunnel verso la Luce, è il mio cammino nello Spirito.

O Spirito Santo sei il “Grande sconosciuto”, ma nel mio quotidiano sei diventato il “Consolatore”, ed io divento tempio della tua Parola.

Io tendo l’orecchio alla tua chiamata, mi metto in ascolto.

Conosco l’insufficienza delle mie forze, ma tu sei paziente e non ti stanchi di parlarmi: nell’eucaristia mi dai serenità, nell’omelia che raggiunge il cuore mi fai scegliere la via della pace. 

Non smetto di cercarti, Signore, anche nei momenti di aridità del cuore , forse non è ancora il mio tempo. Ma la mia preghiera è incessante , non voglio che l’intelligenza della mente limiti l’intelligenza del cuore. 

O Spirito Santo , tu alimenti il mio cuore, un cuore aperto che non teme le emozioni, che impara a distaccarsi dalle cose e dagli affetti, che si prepara a morire a se stesso. 

Quante volte Signore sei stato al mio fianco e non ti ho riconosciuto, la mia mente voleva controllare gli eventi: più un TIMORE per te che l’AMORE.

MA il cuore cambia e tu Signore sei il punto fondamentale, il CENTRO della mia esistenza. 

Quale è, Signore, la tua volontà? Ogni giorno le situazioni cambiano, il vivere quotidiano mi pone davanti agli occhi tanti problemi, ma se io li affronto con il tuo sguardo e con l’aiuto dei fratelli, ho fiducia che le soluzioni verranno. 

Signore, sono sempre in cammino alla ricerca di una autentica intimità con te.

E quando vengo ad incontrare i fratelli, non voglio farlo per perdere tempo, ma per cogliere l’essenza dell’altro, perché lui è un dono che TU mi fai. 

Quanti limiti, O Signore , vedo in me e nella mia vita, spesso riesco a superarli, ma quante volte mi sento schiacciato dal DUBBIO: sono io che confido in TE o mi voglio accomodare le cose? 

O Signore, è possibile che ci parli nella sofferenza?

Eppure la sofferenza in sè, io la fuggo, ma lì ti ho incontrato; la tua volontà non è una legge imposta, ho letto le tue parole nella profondità del mio cuore e sei entrato a far parte della mia semplice esistenza. 

Il tuo sguardo amoroso, o Signore , è su di me , sei la mia certezza , non mi abbandoni, fai di me una voce di pazienza , di speranza là dove io mi trovo : nella coppia , nella famiglia, nel lavoro, anche accanto alla morte dei miei cari. 

SEMPLICI, o Signore, sono le strade che percorriamo verso di te, ma MAI SEMPLICISTICHE, nei fratelli che si confrontano vedo la testimonianza dell’incontro con te e questo colma il mio cuore di una profonda serenità interiore , e così MI AVVOLGE LA TUA TENEREZZA.

 

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Preghiera del 2006

VOCAZIONE 

Vogliamo condividere,  in spirito di fraternità, l’esperienza fatta questo anno: seguendo il testo di formazione abbiamo, infatti, cercato di recuperare il senso della  vocazione e le sfumature che comporta,  interrogandoci in prima persona .

Abbiamo sperimentato la ricchezza che c’è nel creare una “stanza interiore”, per dialogare con il Padre e uno spazio fraterno di condivisione. E siccome abbiamo cercato di parlare con un cuore aperto, il frutto delle nostre riflessioni ed esperienze personali si è trasformato in una preghiera, forse non proprio “canonica”, ma di sicuro sincera , dove ogni fratello/sorella può riconoscere il proprio contributo:  

“Signore cosa vuoi che  IO FACCIA? 

Sulle orme di Francesco, anche io “torno ad Assisi”,  ma che vuol dire questo per me?

Signore “tornare ad Assisi” è tornare alla mia quotidianità vuol dire tornare a se stessi e cambiare la propria vita.

Quante volte, Signore, ho pensato di aver cambiato la mia vita, ma in quello scettro che Francesco ha in mano, ho visto lo scettro della mia scelta fatta con l’intelletto, ma non ancora con il cuore.

Assisi non è solo il luogo dove mi sento a casa , dove perdendomi nei vicoli io ritrovo le mie forze, Assisi è il mio cuore, sono innamorata di te, Signore, e voglio stare sempre con te.

Apparentemente nulla cambia, ma sono gli altri che si accorgono del mio cambiamento, le paure diminuiscono e faccio più spazio alla presenza del Signore.

Ho imparato a fermarmi a non cercare continuamente con affanno risposte e sono consapevole che nella risposta c’è un impegno personale.

La strada per arrivare a te, Signore, non è fatta di eroismo e di virtù, più spesso mi incontri nelle mie debolezze e nei miei limiti, non sono io che ti conquisto, ma io che mi lascio conquistare dal tuo amore, dalla tua dolcezza.

Imparando a scoprire ogni giorno il sacramento della “fraternità” comprendo che la domanda del mio oggi è :

Signore cosa vuoi che IO SIA ?”.

 

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 Preghiera del 2007 

I SENSI 

Per ricordarci che noi non siamo una semplice associazione o una azienda, ogni cosa anche la semplice organizzazione ha un sicuro aspetto spirituale.

Per questo davanti al Signore leggiamo una preghiera che ci riguarda tutti, perché tutti siamo membra del corpo di Cristo, riconoscerete le frasi, perché sintesi del cammino formativo e di quanto abbiamo riflettuto in questo tempo: Vangelo, salmi, noi… 

SIGNORE ,

da te ho imparato che prima di “tutto” viene l’amore, il TUO amore; come posso aprire il mio cuore a te, perché tu possa risanare ogni mia ferita, perché tu possa guidarmi e incoraggiarmi facendo della mia vita un cammino d’AMORE verso di te ??!!

Ecco , Padre, non dirò più “non valgo niente” , perché io sono prezioso ai tuoi occhi.

Ecco , Padre, ti apro il  mio cuore  e scopro che sei nel fratello che mi sta accanto, per questo voglio farti dono di me. 

*Per noi nella preghiera e liturgia 

Dio si è manifestato in forma visibile e si è lasciato finalmente contemplare dagli uomini , la nostra vocazione profonda è vedere il mondo, in modo tale da scorgervi Dio stesso nel suo grande mistero.

Nell’esperienza del vedere ci si rivela il mistero di Dio, dell’uomo, del creato.

Tutto dipende da come guardiamo. Se guardiamo il mondo con uno sguardo che tutto giudica, tutto soppesa non vedremo che singoli oggetti, ma se sapremo essere tutt’occhi  diventeremo una cosa sola con l’oggetto guardato .. e nel visibile vedremo l’invisibile:

Eccomi Padre sono Diana, sono Emilia, sono Diana , sono Luisa, sono Pina, sono Vincenzina,     nella PREGHIERA, nel raccoglimento davanti a te , contempleremo il mistero del tuo Amore. 

Nel visibile vedremo l’invisibile è questo il miracolo dell’eucaristia : nell’ostia si fa visibile Gesù che per noi affrontò la morte di croce, nel calice si fa visibile l’amore che fluì dal suo cuore trapassato:

Eccomi Padre, sono Carla, sono Doreen, sono Emilio, sono Franco, sono Marina, sono Stefano, sono Tittina , nella LITURGIA, contempleremo la realtà di Cristo , luce del mondo. 

* Per noi nella carità e raccolta fondi 

I discepoli hanno toccato, accarezzato Gesù, ciò che tocco con le mani mobilita le mie emozioni. Con il con-tatto, il cuore dell’altro mi tocca, mi com-muove  il suo amore, che fluisce verso di me e da me torna alla persona amata. Non afferro le cose, non le tengo strette, non le strumentalizzo: le mie mani si tendono per toccare l’intangibile, dalle mie mani fluisce qualcosa che giunge fino a Dio.

Eccomi Padre sono Diana, sono Maria Felice, sono Diana, sono Orlando,sono Pina, sono Severina sono Stefano, sono Tilde nella CARITA’ le mie mani si tenderanno per toccare, nell’altro, te. 

Con la preghiera e la benedizione sentiamo su di noi la presenza protettiva e confortante di Dio. Dio è come uno spazio protetto in cui possiamo essere totalmente noi stessi.

Eccomi Padre sono Angela, sono Annamaria, sono Fiorella, sono Iolanda, sono Maria Felice, sono Marilena, sono Tilde attraverso le nostre mani, nella raccolta fondi, la tua potenza salvifica si effonderà su di noi e da noi si effonderà sugli altri. 

*Per noi nella formazione 

L’ascolto è il fulcro della fede:ascolto ciò che Dio dice e lo faccio.

Nell’ascolto della Parola di Dio partecipiamo ai sentimenti di Dio, ci lasciamo commuovere da Lui: le cose parlano, il mondo è pieno di suoni, scricchiolii, mormorii, strepiti, rimbombi  e ronzii: l’orecchio porta il mondo nell’uomo: grida di gioia e grida di dolore.

Molti dialoghi falliscono perché ci rifiutiamo di ascoltare, vogliamo far trionfare soltanto il nostro punto di vista e non sentiamo il nuovo che ci potrebbe essere nelle parole dell’altro.

Solo ascoltando il mondo, percepiremo l’armonia del creato e sentiremo lo stato d’animo del fratello.

Eccomi, Padre, sono Annamaria, sono Carla, sono Loredana, sono Pina nella FORMAZIONE  ascolteremo la tua commozione. 

* Per noi nell’accoglienza 

La  Bibbia parla del profumo di Gesù, noi  parliamo del profumo del Natale, di alcune persone diciamo che sono in odore di santità, di un dialogo brutto diciamo che ci lascia l’amaro in bocca di uno bello che è stato di mio gusto.

 Nell’eucaristia mangiamo il corpo di Cristo e il Cantico dei Cantici dice “Più dolce del vino è il tuo amore”.

Eccomi Padre sono Fiorella, sono Iolanda, sono Marcella, sono Marilena, sono Orlando, sono Rosella, nell’Accoglienza, gusteremo la vita, assaporeremo la tua tenerezza e la tua dolcezza. 

*Per noi nella comunicazione. 

Nella gioia e nell’amore lì c’è Dio.

La voce di Dio mi raggiunge soprattutto in parole, le parole del mio cuore e del cuore degli altri.

Anche nella musica Dio si rende percepibile, dice S.Agostino: cantare è prerogativa dell’amante .

Con la parola e col canto eleviamo il nostro cuore a Dio per aprirci e lasciare che egli tocchi i nostri cuori .

Eccomi Padre sono Franco, sono Luciana, sono Stefano, sono Vincenzo, nella COMUNICAZIONE accorderemo le nostre voci nell’armonia del creato e percepiremo te. 

 

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